NEMMENO LA BMW DI SECONDA MANO

In occasione del MI AMI 2011, abbiamo chiesto a Davide Coppo, vincitore del MI PENSI 2010, di farci un regalo. E lui ha scritto questo racconto minimalista, una storia a due che scorre lungo gli anni, mentre si diventa grandi e si stringono mani. Illustrazione di Andreco e “Wes Anderson” dei Cani di sottofondo.

 

I Cani, “Wes Anderson”

 

Rocco sente una mano che gli passa sulla pancia, leggera, dallo sterno all’ombelico, con le dita che accarezzano i peli, e il suo stesso diaframma che prima va su, poi giù. Sporgendo il braccio sinistro verso il pavimento raccoglie la sveglia, la radiosveglia anzi, di quelle con il pulsantone in cima che quando suonano al mattino le prendi a pugni, come nei film americani degli anni novanta. I sottili segni rossi dicono: tredici e venti. Con quello stesso braccio poi intercetta l’altra mano, quella che continua a muoversi sulla sua pancia. Finalmente apre gli occhi. Vede i capelli rossi, corti e sottilissimi sparpagliati intorno a una faccia piccola, ossuta. C’è Agnese, realizza con le pupille che bruciano. Agnese che è tornata dopo tre anni, senza preavviso. Sì, è vero, ora se lo ricorda, Rocco. Agnese che ieri lo chiama dall’aeroporto, che gli dice vediamoci, sono qui, sono tornata, che gli dice, convinta, o confusa – comunque parla velocemente – insomma adesso prendo un taxi, vediamoci da qualche parte, abiti sempre lì?

 

Rocco non si è mai mosso, mai in tre anni. Ha cambiato letto, ha spostato la scrivania e ha aggiunto due librerie. Ha anche comprato un gatto, che adesso sta svegliandosi, anche lui, per andare a reclamare del cibo camminando sul letto, avanti e indietro. Ha un lavoro, finalmente, un lavoro vero. Rocco. E si è comprato una macchina e ha passato tre anni tutto sommato decenti. Ha pensato solo a lavorare, ha raggiunto obiettivi, ha stretto mani. Beve poco, ormai, ha la riga di lato e va in piscina. Ma gli occhi che bruciano, adesso, i bicchieri sporchi di vino per terra, arrivano da un altro tempo. Non dalla Bmw di seconda mano, non dalle tende nuove, non dalla macchina per il caffè con le cialde. Nemmeno dalle camicie su misura, o dagli appuntamenti di lavoro davanti a un cocktail a base Campari. Gli occhi bruciano, e li deve chiudere. Stringe la mano di Agnese, e le abbraccia le spalle con l’altro braccio. Lei gli occhi non li ha mai aperti, eppure è sveglia, si vede da come cerca di trattenere un sorriso a tutti i costi. Le tremano gli angoli delle labbra. Agnese, dice lui. Sono cambiate tante cose. Sì, lei risponde, quasi senza aprire la bocca. Cosa sei tornata a fare? Agnese assesta la sua mandibola sul petto di lui, e dice Volevo tornare a casa, non farmi domande, non sono stupida, lo so che sono cambiate tante cose. Adesso dormiamo ancora un po’. E Rocco allora non dice più niente.

 

Tre anni fa avevano litigato, sempre in quella casa. In salotto però, e lei era seduta su un divano che adesso non c’è più. Lei gli aveva tirato un libro, lui una forchetta. L’aveva colpita, sul collo, e poi le si era lanciato addosso abbracciandola e baciandola e sporcandosi tutta la faccia di sangue. Non era niente di grave. Poi andarono a dormire, ma in silenzio. Quando se ne andò, lei, tre anni fa, lo fece di notte, mentre Rocco aveva gli occhi chiusi. Agnese? Mi dici una cosa sola? Le chiede lui. No, non adesso, dice lei.
Non ancora.

 
Davide Coppo ha 24 anni e la barba. È laureato in Lingue e Letterature Straniere. È milanista, scrive per il magazine bimestrale Studio e per la webzine letteraria Finzioni. Gli piacciono le ragazze con i capelli corti, gli Smiths, il Beefeater, Anthony Burgess, John Fante, e Carver. E’ il vincitore del ‘MI PENSI / fiumi di parole 2010’. / www.rivistastudio.com

Andreco è originario di Roma, dal 2002 vive in altre città italiane ed europee. Ora si trova a New York. Andreco utilizza diversi media, dal disegno alla pittura, dall’installazione al video. Ha partecipato a molte mostre e festival in Italia e all’estero, tra cui “Pop UP! ad Ancona, “Glastonbury Festivals 2008” in Inghilterra, il festival internazionale del cinema astratto “Abstracta” a Roma, New York ed il Cairo e tante altre. / www.andreco.org

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